Julio Cortázar, il compleanno palindromo [gioco all’interno]

Se esiste un compleanno preferito allora il primo compleanno palindromo a tripla cifra per un tipo come Julio Cortázar cosa-te-lo-dico-a-fare.

Centouno.

Come festeggiare?

Vediamo.

Proviamo con il concetto di figura, quella roba che che si vede molto bene, per esempio, in Componibile 62 e che fa rima con libero arbitrio e vabbuò, le caselle della Rayuela, riempire un ruolo, spostarsi e farsi strumento per fine ignoto, archetipo dell’azione, sovra-azione, meta-azione, la “teoria delle figure” dello stesso JC, scrivere per comporre una costellazione di personaggi le cui azioni sfuggano all’individuo e rispondano a nuovi piani, nuove leggi, nuove realtà, ma senza consapevolezza alcuna, con l’illusione della ricerca e del movimento, una rotta da binario, stabilita e medesima.

Facciamo che apro tre libri di Cortázar a pagina 101 leggiamo le prime tre righe capiamo che figura salta fuori e tanti auguri, Julio.

Si parte con Divertimento, libro del 1949, ancora “argentino”, pubblicato postumo e che, assieme a L’Esame e Diario di Andrés Fava, restituisce una anamnesi già tutta gioco del mondo, sasso, cielo e punta di una scarpa.

Poi Rayuela e non potrebbe essere altrimenti.

Poi Tanto amore per Glenda, soprattutto perché 1980 e perché Cortázar che “torna” alla narrativa fantastica.

Divertimento

E qualcuno ti appunta, gran figlio di puttana,

una medaglia sul petto.

E marcisci lo stesso.

(pensa te, il finale di una poesia del protagonista).

Rayuela (cap. 22)

Cadeva qualche goccia che disciolse in un attimo il crocchio dei testimoni. Alzando il colletto della giacca a vento Oliveira mise il naso nell’aria fredda e cominciò a camminare senza meta.

(pensa te, Oliveira (e non era così scontato, trovarlo) che cammina senza meta, il cercare che implica un movimento come ricorda Rosalba Campra nel prezioso Cortázar: letture complici, Edizioni Arcoiris: “in Cortázar [il movimento] si esprime nel motivo del viaggio, inteso come spostamento da un luogo verso un altro, – meta del viaggio – e in quello del vagabondare, ossia nello spostamento che ignora o rifiuta la sua meta”).

Tanto amore per Glenda (racconto Disegni sui muri)

Da lontano hai scoperto l’altro disegno, solo tu avresti potuto distinguerlo così piccolo in alto a sinistra del tuo.

(pensa te, ancora un finale. Gli ultimi passaggi di un racconto con disegni, che non è la stessa cosa che dire figure, ma insomma. E una frase che se prendi così, abbiamo pure la mancanza, il non detto, il nucleo del neo-fantastico cortázariano o come caspiterina vogliamo chiamarlo).

Alla palindroma pagina 101 cominciamo con una poesia, proseguiamo con Oliveira che cammina intirizzito e finiamo con un altro disegno. Una poesia, una ricerca (i tre romanzi più noti di Cortázar sono, in sostanza, movimenti, e quindi ricerche), un racconto incredibilmente cortázariano (che poche righe dopo regala un finale splendido, tutto sintassi, tutto ritmo e sintassi).

Alla palindroma pagina 101 da qualunque parte guardi vedi Julio Cortázar.

Feliz Cumple, cronopio.

che ne penzi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...